Associazione Culturale G+G

Associazione Culturale, mostre, arte, grafica, incisione, scultura

sabato
2 dic 2006

di Floriano De Santi

La presenza delle figure archetipiche e delle fonti primarie dell’arte, fra fisico e metafisico, visibile e invisibile, sembra caratterizzare la Stimmung creativa di Antonella Zazzera. I suoi lavori “ambientali” sono spartiti scenici su cifre iconiche tridimensionali, esercizi inconsci ed intuitivi di calcolo empirico, in cui l’esecuzione non è che la traduzione tattile di processi concettuali, che confermano la continua rigenerazione nel tempo e nello spazio di eventi che ricercano – senza ridursi a uno stilema minimale – un novum organum poetico.


E’ l’idea che informa e dà significato ai suoi fili di rame, ed è sul pensiero o concetto che la giovane artista umbra progetta opere come Armonico I del 2004 e come Armonico V dell’anno seguente, tendendo a svuotare il più possibile i mezzi espressivi della loro materialità

Una simile concezione dell’intangibilità del fenomeno volumetrico conduce la Zazzera a considerare l’opera plastica come un insieme costituente unità autonome, che manifestano una solidarietà interna e che possiedono leggi proprie. In tal senso le sue tessiture di metallo si pongono come entità autodeterminantesi, condizionale solo dai rapporti interni e dagli elementi che le regolano. Al pari della musica dodecafonica di Schonberg, la più slegata da una relazione diretta con il “rappresentato armonico” del linguaggio, questo suo “fare scultura” offre sempre insiemi di entità separate, ma non separabili che si differenziano e si delimitano reciprocamente a costituire un tutto indivisibile. Essendo le entità interagenti, i rapporti sono multipli e dinamici ed ogni work in progress non è mai chiuso, perché mette continuamente in dialogo il vuoto e il pieno, l’io e l’altro, il soggettivo e l’oggettivo, come impalpabile leggerezza dell’essere.

venerdì
1 dic 2006

La Galleria d’arte G+G, con il patrocinio dell’Assessorato della cultura della provincia di Pesaro e Urbino e dell’Assessorato alla cultura del Comune di Pesaro, prosegue la sua attività espositiva con una mostra che vede la presenza di uno dei maggiori scultori italiani a livello internazionale: Giuseppe Spagnulo, affiancato dalla giovane artista Antonella Zazzera, vincitrice dell’ultima edizione del prestigioso “Premio Giovani – Scultura” dell’Accademia Nazionale di San Luca, a Roma.

  • Periodo espositivo: dal 2 dicembre all’ 8 gennaio 2007
  • A cura di: Floriano De Santi
  • Inaugurazione: sabato 2 dicembre ore 18,30
  • Orario: dal lunedì al sabato 16.30 – 19.30
  • Sede espositiva: Galleria d’arte G+G, Via Vanzolini, 3 – 61100 Pesaro
  • Contatti: Tel +39 0721 371636  e-mail: ti.guipgnull@ofni
  • Catalogo: in galleria

Il lavoro di Spagnulo, che in mostra presenta alcune sculture di piccole dimensioni e carte, è caratterizzato dall’azione diretta sulla materia primaria, che egli affronta costringendola al suo volere; le lastre di ferro si piegano al suo volere sotto la fiamma ossidrica o sotto i colpi del maglio, assumendo così la forma che egli impone, come un dominatore. Più delicato è l’intervento sulla terracotta, che egli plasma come un antico vasaio, riuscendo ad ottenere effetti di grande potenza e vitalità.

Le carte diventano supporto per progetti di scultura, ma si appropriano della pittura attraverso il colore e la sensualità del segno, conquistando un propria orgogliosa indipendenza. “Fuoco e Materia, quindi, solidità della terra ed imprevedibilità della fiamma che domina e plasma la terra. Sabbia vulcanica con cui Giuseppe Spagnulo segna e scrive le sue carte, o il ferro fuso e solidificato… Materiali investiti dalla passione e dalla violenza creatrice”.

Opere che contengono l’energia e il calore della materia pura, la stessa energia propria dei lavori di Antonella Zazzera, le cui sculture in filo di rame trovano la loro identità profonda nelle intense vibrazioni luminose che variano al variare dell’approccio dell’osservatore.

Antonella Zazzera, che presenta in mostra sculture e opere fotografiche, nell’opera plastica riesce a dare sostanza corporea alla luce, quella luce che nei lavori fotografici genera cromatismi e forme non percepibili ad occhio nudo… L’impalpabile diviene materia concreta e queste forme luminose “germinano da pareti e crescono dagli angoli, si appoggiano su pavimenti e assecondano gli spigoli, ogni suo elemento riesce mirabilmente ad abitare “il vuoto dello spazio”.